√ suzanne vega luka concerti italia tour scaletta recensione milano | News

Per fare un bel concerto basta apparentemente poco: una voce, una chitarra, delle canzoni. Eppure, quel “poco” è tutto, per un musicista, ed è difficile da ottenere: ci vogliono talento, e anni di lavoro per costrurisi un profilo, una credibilità e un repertorio. E’ quello che si è visto ieri sul palco con Suzanne Vega: canzoni che hanno segnato un periodo, cantate splendidamente e con esperienza per un pubblico che ha ottenuto esattamente ciò che desiderava.

Dimenticatevi i mega show di questi anni: la cantautrice si è presentata all’Auditorium di Largo Mahler a Milano, accompagnata solo dalla chitarra di Gerry Leonard, da anni suo fido collaboratore. Unico trucco di scena: un cilindro, che fa salta fuori da un tavolino, come un prestigiatore, e che indossa in un paio di canzoni. Ma il vero “magic trick” sono la sua voce – impeccabile ed emozionante, come ai tempi degli esordi e del successo, negli anni ’80 – e una grazia davvero unica nel cantare le canzoni e nel raccontare aneddoti. Una perfetta show-woman.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/RbxU4Tdx9V3I0FYxQHR75IHzAVA=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/suzannevega14.jpg

Non è più il periodo di “Solitude standing”, di quando una cantautrice poteva scalare le classifiche con una canzone acustica che parlava di violenza domestica (“Luka”). La scelta di andare in tour in due è una necessità per contenere i costi, ma musicalmente funziona: Leonard ricama con l’elettrica e la 12 corde. Suzanne Vega, caschetto rosso e vestito nero, ogni tanto suona l’acustica, riproducendo il modo in cui le canzoni sono state scritte. ogni tanto balla, con stile.

“So che avete pagato dei bei soldi, per essere qua stasera, quindi vi canterò tutte le vecchie canzoni, e qualcuna nuova”, dice con un sorriso alla fine. Non è nostalgia, è semplicemente consapevolezza del proprio ruolo. Così, fin dai primi brani in scaletta, mette in sequenza le sue melodie più amate, da una perfetta “Marlene on the wall”, a “Gypsy”, intervallate con titoli più recenti: spicca “I never wear white”, che spiega la sua filosofia: “Non mi vesto mai di bianco, è per le vergini e le spose. Il mio colore è il nero, il nero dei segreti, dei fuorilegge, dei ballerini. Il nero per i poeti nell’oscurità”.

https://cdnrockol-rockolcomsrl.netdna-ssl.com/ZCjt_zN5869Hm3H6WZIfNK_mljY=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/suzanne-vega-genova-18luglio2016-rockol-020.jpg

Le intervalla con aneddoti – la prima storia d’amore che ha ispirato “Gypsy”: un ragazzo di Liverpool conosciuto d’estate, a cui donò la canzone, ricevendo in cambio una bandana. O l’incontro doppio con Bono: lui la cerca dopo un concerto, nel momento di massimo successo, le dice “no, grazie”; lei poi lo ritrova per caso qualche anno dopo e gli fa ascoltare “Rock in This Pocket (Song of David)”, ricevendone in cambio un commento poco elegante: “E’ una canzone da donne”.

Poi arrivano a chiudere il set “Luka” e “Tom’s diner”, arrangiata all’elettrica con il ritmo della famosa versione dance dei DNA che trasformò una melodia a cappella in una improbabile hit da discoteca.

Due bis, ancora qualche chiacchiera, e via: poco più di un’ora e mezzo di concerto, ma nessuno esce dall’Auditorium insoddisfatto. Qualcuno si ferma ad aspettarla, e lei arriva nell’atrio a firmare autografi e a scattare foto con i fan.

Una splendida serata di musica semplice, un filo di nostalgia inevitabile, mitigata da una leggerezza di fondo e da un modo di rapportarsi con il pubblico caldo e divertente: la classe di una signora della canzone americana. Suzanne Vega sarà in Italia ancora per qualche giorno: una serata che vale decisamente la pena: queste le prossime date: 12 luglio – Cagliari – Waves Festival; 13 luglio – Foggia – Giordano in Jazz; 14 luglio – Corigliano d’Otranto (Le) – Sud Est Indipendente Festival; 16 luglio – Roma – Casa Del Jazz – Summer Time 2018; 17 luglio – Levico Terme (Tn) – Blues Lake Festival.

(Gianni Sibilla)


SETLIST

Fat man & dancing girl 

Marlene on the wall

Small blue thing

Gypsy

In Liverpool 

Rock in This Pocket (Song of David)

The queen and the soldier

Horizon 

Left of center 

I never wear white

Some journey

Luka

Tom

Bis

Cracking 

Blood makes noise 

Carson’s last supper

Bis 2

Calypso

Rosemary 

>> Clicca qui per visualizzare l’articolo originale


Translate »