“Figurati l’amore”: il disco di Mox è bello per davvero

Inutile pretendere di fingere che questa sia un’intervista come le altre, calo la maschera prima ancora di metterla, io e Marco Santoro, in arte e nella vita Mox (che è come lo chiamiamo da sempre, perché altrimenti neanche si gira), siamo amici dal liceo, il Farnesina di Roma, viviamo nello stesso quartiere, La Storta, ribattezzata “L.A. Storta” di cui andiamo molto fieri e ora questa cosa di intervistarlo alla vigilia dell’uscita del suo disco d’esordio Figurati l’amore, quindi all’alba di quella che spero per lui sarà una splendida carriera da solista è, parafrasando un suo brano, ‘troppo romantica e super fantastica’.

Un’occasione irrinunciabile ed una responsabilità speciale, per presentare da un punto di vista più intimo quello che alcuni potrebbero avventatamente etichettare come “l’ennesimo cantautore indie-pop”, il che sarebbe un errore madornale, perché se Mox riuscirà a farsi conoscere così come lo conoscono tanti suoi amici, allora l’Italia avrà trovato un artista non solo valido, ma a cui volere davvero bene con tutto il cuore.

Allora, forse non tutti sanno che, prima di iniziare questo tuo progetto solista, avevi una band. Com’è cambiata la tua vita artistica ed il tuo approccio alla scrittura, dal far parte di in una band all’essere un artista solista?
“È tutto vero, avevo una band che si chiamava Jonny Blitz che è stata ed è tutt’ora la mia famiglia. La mia vita artistica ed il mio approccio in realtà non sono cambiati perché sono nati con loro e sarebbe assurdo cambiarli, è un imprinting, sono un musicista grazie a loro ed è con loro che mi sono deciso a smettere con le cover e mettermi a fare musica originale. Mi hanno iniziato”.

Che bagaglio ti porti da quell’esperienza? A parte Michele Palazzo.
“Beh. Michele Palazzo mi sembra un bagaglio giù piuttosto ingombrante! Per essere un bassista non è per niente basso… (ride). No, questa non la mettere che è una str…  (e invece l’ho messa perché ho riso forte, scusa Mox). In realtà loro rimangono sempre nella mia orbita a costellare la mia scrittura. Molte canzoni le ho scritte appunto con l’apporto pratico e artistico di Lollo (Lorenzo Tari Capone), Pas (Pasquale Leonardi) mi da ottimi consigli oltre a curare tutte le mie chitarre e Michele Palazzo è il bassista dello spazio, che mi porterò sempre dietro. Perché un po’ di Molise ci vorrebbe in ogni band secondo me”.

Quanto entra di te stesso ora nei tuoi pezzi e come rielabori poi le esperienze, i pensieri e le sensazioni per tirare fuori il testo di una tua canzone?  Te lo chiedo perchè io che ti conosco magari capisco quando una cosa proviene dal Lago di Martignano o da un bar di L.A. Storta, però tu sei siciliano, vivi a Roma nord, ma bazzichi Roma est, sei di casa in Molise e ora anche Milano ti sta abbracciando, quanto e come attingi da tutto questo con la tua musica e nelle tue parole?
“Beh effettivamente tutti i luoghi che hai nominato sono stati fonte di ispirazione incredibile, soprattutto il Lago di Martignano, anche San Lorenzo chiaramente, dove ho vissuto per un paio d’anni. Quanto entra di me stesso? Entra parecchio adesso, soprattutto rispetto a prima. Perché se prima cantavo di animali ed invenzioni che potessero farmi svoltare, adesso parlo più di quella che è la mia vita, di quello che mi succede, di quello che mi fa stare bene e stare male”.

Allora domanda classica: nasce prima il testo o la musica?
“In realtà quando inizio una canzone parto quasi sempre dagli accordi, sono loro a suggerirti l’argomento ed il mood. Ogni accordo ha un peso ed un sapore. Quando mi viene in mente una bella parola o una bella frase me la segno sempre. Memo vocale sul cellulare e via. Poi ci sono quei 2-3 giorni a settimana in cui mi ci metto, proprio come in un lavoro, ci sto dalle 6 alle 8 ore al giorno in cui mi riascolto tutto e provo a musicare o ad inserire qualcosa dentro le canzoni da finire. Poi chiaramente ascolto tanta musica e anche quella influisce parecchio”.

Però il tuo disco ha un tema piuttosto specifico, no?
“Eh sì, nello specifico Figurati l’amore è una raccolta di canzoni d’amore, che credo sia un tema che ancora nessun cantante abbia mai affrontato se non sbaglio…!”.

Sì, infatti non ti nego che non so se la gente è davvero pronta per tutto questo eh…
“Chiaramente ho scritto tante altre canzoni non d’amore, che sicuramente in futuro potrete ascoltare, in questo caso è proprio un concept album, volevo ci fosse un filo logico ad unire tutti i brani. Chi mi conosce potrebbe associare un nome di donna ad ogni canzone, per chi mi conoscerà con la mia musica invece spero arrivi quello che ci vedo io, degli appunti sull’amore. Che poi a dirla tutta l’amore lo distruggo in questo disco, affronto vari temi di un’ipotetica relazione, dall’innamoramento iniziale alle tragedie che possono capitare nel mezzo, la rottura e poi i ricordi, che sono quelli che preferisco di una storia d’amore. Nanni Moretti in Ecce bombo aveva detto qualcosa del genere che voglio sicuramente come citazione riguardo ciò che preferisco in una relazione, perché sono assolutamente d’accordo:

Ci sono stati dubbi, ansie o paure che ti hanno accompagnato mentre ti lanciavi in questa nuova avventura?
‘Che ragazzino! Pieno de paure, pieno de complessi… (cit. Carlo Verdone, ndr). No comunque, nessuna paura, solo tanta tanta voglia di iniziare questo nuovo percorso. Non vedo l’ora. Mi suono addosso. Non ho mai dato troppo peso ai giudizi, o alle recensioni, anche perché non lo faccio per il successo, lo faccio perché mi piace farlo. Se poi qualcuno apprezza io sono felicissimo e ben venga, ma se non piacesse a nessuno questo non mi fermerebbe dal fare musica”.

Quali sono invece i sogni e le speranze?
“I sogni e le speranze sono che chiaramente questo progetto vada bene, nel miglior modo possibile. Mi piacerebbe suonare Figurati l’amore in ogni città italiana, ma soprattutto a Catania, che è la città dove sono nato ed in 10 anni che faccio musica non ci sono ancora mai andato a suonare. Spero davvero che avvenga e non vedo l’ora”.

Mi dici quelli che secondo te sono un pregio ed un difetto della situazione musicale attuale in Italia?
“Un pregio è sicuramente l’attenzione vera che c’è da parte del pubblico, che permette a questa scena di affermarsi sempre di più. Un tempo sembrava quasi che si aspettasse la morte di un artista per decantarlo ed apprezzarlo! Adesso succede che anche quelli in vita possano avere il seguito che meritano. Il difetto è che magari sta diventando un po’ troppo facile fare musica, quindi c’è davvero tanta proposta, che è un bene intendiamoci, però chiaramente è una questione statistica, se tutti fanno musica non tutti possono essere Dio, quindi gira anche tanta robaccia secondo me. Però non fa niente, anzi ben venga se serve a risvegliare un pubblico che può sostenere una scena musicale. Anche se da un lato grazie a quest’attenzione del pubblico è diventato più facile essere ascoltato, da un altro è diventato un po’ più difficile restare, la durata media di un album e di un progetto infatti sono sempre più brevi”.

Allora, ti premetto che questa è una domanda da stronzo, però vedila così, meglio che sia io a fartela… Cos’ha da dire e da dare Mox?
“A te personalmente te ne direi e te ne darei tante! A parte gli scherzi, penso niente, nel senso che non ho la pretesa di insegnare nulla a nessuno. Se qualcuno prova piacere a rispecchiarsi in quello che canto è un onore e mi fa piacere, perché alla fine la musica serve a questo, ad una libera interpretazione dell’ascoltatore che gli trova la sua chiave di lettura e la adatta alla sua esperienza. Ci stanno tanti che oggi fanno musica finalizzata all’acchiappare gente, queste invece sono canzoni scritte col cuore e non pensate in maniera “paracula”, non sono diabolicamente studiate per piacere, sono canzoni che sentivo di fare e spero che questo si senta”.

Devo ammetterlo, secondo me Figurati l’amore è davvero un disco molto bello e non lo dico perché siamo amici, anzi lo sai che con chi conosco sono brutalmente sincero, mi pare sia una spanna sopra alla maggior parte delle cose che si sentono in ambito mainstream in Italia da un bel po’ a questa parte. Tu però come pensi che si collocherà nel panorama musicale odierno? A chi pensi si rivolga maggiormente?
“Grazie Mr Nick sono contentissimo che ti piaccia…(in sottofondo sta andando Battisti e Mox inizia a cantare ridendo)Nasce un sentimento! Nasce in mezzo al pianto!. Scusa, non ho saputo resistere. Spero che Figurati l’amore si collochi bene, sono fiducioso nel pubblico, secondo me è un album fichissimo e credo che lo apprezzeranno soprattutto i musicisti, perché gli arrangiamenti sono davvero ben fatti. C’è stata una super produzione, merito di Federico Nardelli e Giordano Colombo, che hanno fatto un lavoro eccellente e ricollaborerò sicuramente con loro in futuro. Il mio album piace alle casalinghe, di questo ne ho la certezza, però credo si rivolga un po’ a tutti, avendo come tema principale l’amore in questa chiave auto-ironica e tragicomica immagino che in tanti potranno immedesimarsi”.

Quali sono le tue armi per misurarti con i mostri sacri attuali? Sia dell’itpop che della trap.
“Di solito non giudico gli altri generi musicali, sono tutti ben accetti se sono ben accolti e seguiti, ma la trap proprio non mi va giù, sai? Al di là di quello penso che la mia arma sarà soprattutto il concerto, il suonare davvero le canzoni. Saremo in cinque sul palco, insieme a me ci sono dei musicisti fantastici e stiamo preparando uno spettacolo live incredibile, che sarà molto più rock che sul disco ed interamente suonato, senza basi o sequenze. Questa è un’altra cosa di cui vado molto fiero, il fatto che la resa non sia uguale, l’esecuzione perfetta del disco uno la sente a casa o in macchina. Live sarà tutto vero, una cosa che ultimamente mi mancava nei concerti che ho visto”.

Bene, ti sento molto sicuro di te. Te la senti allora di ripetermi qui in via ufficiale quella cosa che mi hai detto qualche sera fa sul “tipo di feedback”, per così dire, che ti aspetti riguardo il disco? Io sono d’accordo e ci sta, dai non avere paura. Ti sostengo su questa cosa. Era quella che iniziava con se qualcuno dice che questo è un brutto disco…”
“ ‘Io non voglio fare questa cosa!‘ (ride citando una battuta tratta da Rick e Morty). No vabbè, onestamente non so se me la sento, pensiamoci a questa risposta! La citazione che dici tu era ‘Se qualcuno dice che questo è un brutto disco non ci capisce un cazzo di musica’! (ride) ma chiaramente va fatta una premessa a tutto questo, non sono mai uno che se la tira, sono una persona molto modesta e umile… vengo dal popolo! Il fatto è che a me stra-piace questo lavoro che uscirà prestissimo e mi auguro che piacerà a tutti quanti perché mi reputo un buon ascoltatore di musica, ma sono anche molto critico nei miei confronti, quindi se sono soddisfatto io probabilmente saranno soddisfatti in molti, a prescindere dal genere che uno preferisce. Io per primo ascolto tantissima roba, dall’elettronica agli anni 60, o brit-pop, perché la buona musica non si può che apprezzare e io penso che Figurati l’amore sia un album di buona musica”.

Piuttosto, hai già degli haters? Se sì, cosa dicono? Gli vuoi rispondere?
“Questa cosa mi fa volare. Nel senso che sì, c’è qualche hater… finalmente! Intanto anche la cattiva pubblicità è comunque pubblicità, quindi serve, ma era impossibile che fino ad oggi non avessi trovato nessuno che non condividesse la mia visione, il mio mondo ed il mio modo di fare musica. Avere degli hater è una buona cosa se le critiche sono costruttive, mi ha fatto morire un commento sotto il video di San Lorenzo che diceva tipo “Ecco, ci voleva quest’altra presa a male” oppure sotto il video di Ad Maiora uno ha scritto “Ma solo a me ricorda Shaggy di Scooby-Doo?”. Sono tutte cose che mi divertono”.

Chi sono invece, in questo periodo che ti ha avvicinato al tuo esordio, i colleghi ed amici musicisti che ti sono stati più vicino o a cui hai chiesto magari qualche consiglio?
“Ho un sacco di amici e la stragrande maggioranza sono musicisti, stanno tutti tifando per me e questa cosa è bellissima, mi esalta e spero di non deluderli. Mi sono stati vicino in tantissimi da Scarda a tutto il roster Maciste, i Canova in particolare, siamo una bella famiglia, siamo belle persone. I musicisti sono belle persone, non come i cavalli. ‘I cavalli sono persone orribili!’ (cit. da I Griffin). I consigli sono più difficili da dare che da ricevere, perché può sembrare come se uno volesse porsi ad un livello superiore. Però quei consigli che ho ricevuto li ho apprezzati davvero tanto, a partire da quelli di Gabriele dei Joe Victor, ma anche lo stesso Nardelli, che oltre a essere produttore è un ottimo musicista, fino a Gno (Antonio Sarubbi, Maciste Dischi). Tutti i consigli sono sempre benvenuti, quindi consigliatemi!”.

Parliamo di sound, a parte il fatto che prima che iniziassero ad uscire i primi singoli pensavo che ci sarebbe stato un tripudio di tastiere, per assecondare di più i trend attuali, invece non ti sei affatto snaturato ed ho ritrovato alcuni aspetti che ti caratterizzano da sempre, che poi sono lo specchio delle passioni che hai e non hai mai nascosto.
“La mia voglia è quella di divertirmi e divertire, facendo musica a prescindere dalla moda del momento, infatti in Figurati l’amore si può ascoltare tanta chitarra, sempre presente e protagonista in tutti i pezzi, che direi proprio non essere la moda del momento”.

Sento tanti anni 60, c’è profumo di Strokes, ma anche Blur, poi Rino Gaetano, Daniele Silvestri, Cesare Cremonini e… continua tu. Qual è stata la strada che ti ha portato alle scelte stilistiche che poi hai deciso di sposare?
“Passo davvero buona parte della giornata ad ascoltare musica, specialmente quella che non conosco, per aggiornarmi, poi se qualcosa mi inizia a piacere è inevitabile che qualcosa influisca. Su tutti quelli che hai nominato è verissimo, infatti li ho ascoltati allo sfinimento. Soprattutto riguardo Cesare Cremonini me lo stanno dicendo in tanti, quindi “vox populi” sarà vero, anche se io non sento tutta questa somiglianza, ma a me fa piacere, perché tra quelli in vita penso sia l’italiano che fa il pop migliore oggi. Comunque è un grande complimento, poi personalmente io sento l’influenza di tanti del passato, dai due Lucio a Buscaglione e Celentano. Loro ormai mi scorrono nelle vene”.

Diciamo che rispetto ai tempi dei Jonny Blitz, riguardo i quali rivendico la paternità della definizione estivi” affibbiatavi illo tempore, ti trovo comunque solare ma con più sfaccettature, non solo spensieratezza, ma anche retrogusti di malinconia ed altre sfumature emotive. O sbaglio?
“Non sbagli. Nella scrittura non c’è più “l’estività”, ma fondamentalmente rimane l’allegria e la voglia di fare musica godibile e ballabile, nonostante i testi, creando questo contrasto tra testi e musica. Testi amari e musica allegra diciamo”.

E tra le influenze chi è rimasto e chi si è aggiunto alle tue muse? 
“L’ultima musa, o meglio, l’ultima band che mi è arrivata come un treno in faccia sono i Vulfpeck, mi hanno davvero preso e sbattuto al muro, sono fortissimi e credo che in qualche canzone futura si sentirà la loro influenza”.

Per quanto riguarda i testi invece ricordo che dopo i primissimi ascolti di San Lorenzo e Lacci mi pareva tu volessi puntare su un mood romantico, quasi sdolcinato, un po’ stile Galeffi per intenderci, ma tu mi dicesti che ci sarebbero stato una sorta di retrogusto amaro dietro l’apparente leggerezza dei testi, del resto non avevo ancora ascoltato tutto il disco, vogliamo riprendere quel discorso?
“Io e Marco abbiamo ascolti molto simili ma stili profondamente diversi, le sue canzoni parlano della parte più felice dell’amore, ma la mia esperienza, almeno recentissima, mi ha portato a pensare tutt’altro, quindi non mi sarebbe sembrato vero raccontare di un amore bellissimo e felice quando il retrogusto amaro mi caratterizza da sempre. Sicuramente spero di ricredermi e sto lavorando per provare anche nuove strade. La musica è bella perché ti permette di sperimentare, mettersi in gioco e anche provare a fare qualcosa che non è nelle proprie corde uscendo dagli schemi che ci si autoimpongono.Alla fine anche se finisce male si parla comunque d’amore, quindi il romanticismo ci sta, poi io lavoro molto sulla “sottrazione”, sulla sintesi, mi piace non essere troppo didascalico e chiaro per lasciare spazio all’interpretazione libera e personale di chi ascolta, che è quella che mi interessa di più. Le chiavi di lettura inaspettate sono bellissime, in San Lorenzo per esempio qualcuno mi ha scritto il suo significato e chi sono io per dirgli di no? Non era la mia stessa visione, ma era vera, ci poteva stare, sono sempre curiosissimo di sapere l’interpretazione di chi ascolta i miei pezzi”.

Qual è la tua canzone preferita del tuo disco?
“Allora, la mia preferita penso proprio sia Luglio, intanto perché dura due minuti e mi fanno impazzire le canzoni brevi. Soprattutto però perché in quella traccia è possibile ascoltare tutte le mie influenze, io ci sento i Verdena, i Beatles, gli Strokes, Cremonini, non so come sia stato possibile, ma ci sento davvero un po’ tutto. Invece credo che la più riuscita sia Mara, anche dal riscontro che ha avuto da parte di chi l’ha già ascoltata. Effettivamente è una canzone molto forte, avvolgente e travolgente. Parla molto più di altre della fine di un amore, che è un tema che suscita sempre qualcosa in chi la ascolta e sicuramente è riuscitissima, tanto da dare il titolo all’album, Figurati l’amore infatti è una frase tratta dal testo di Mara”.

Ok, abbiamo quasi finito, prima però c’è un’altra cosa che mi hai detto e che adesso ti si sta per rivoltare inesorabilmente contro… cioè che una canzone funziona quando si presta ad essere facilmente storpiata. Quindi ora devi dirci la storpiatura di un tuo testo che t’ha fatto più divertire tra quelle che hai sentito finora!
“Se c’è un trucco forse è proprio questo. Scrivere talmente lavorando sulla sintesi e sulla scelta delle giuste parole, finalizzata quasi (ridacchia) esclusivamente al gioco di parole che può creare chi la ascolta. Me ne sono arrivate tante… soprattutto da te zì! Mortacci tua! Tra le mie preferite c’è sicuramente ‘Mara amava un cane maremmano’ anziché ‘Mara amava il mare ma anche il mare (…)’. Poi non so puoi dirne una delle tue. Se pensi sia il caso”.

No, forse è meglio di no. Le mie erano volgarissime o troppo no-sense.
Non credo sia il caso. A parte la rivisitazione del ritornello di Lacci, che però cambia di sana pianta, ma mantiene lo stesso ritmo e fa ‘e portati la scorta, portati la scorta, portati la scorta. Quando vieni a La Storta, vieni a La Storta. Ad L.A. Storta‘.

“Una tua che si può dire probabilmente è quando su San Lorenzo al posto di ‘e a cena un frutto’ dici ‘e a cena strutto’. Altrimenti un’altra apprezzabilissima era ‘Drogati! Siamo drogati!’ al posto di ‘Lontani, siamo lontani’ sempre in San Lorenzo. Girano quasi sempre tutte intorno alla droga, non so perché!”.

Le date finora annunciate del tour di Mox sono:
07 dicembre Monk, Roma
14 dicembre Ohibò, Milano
20 dicembre La Limonaia, Fucecchio (FI)

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